PRESENTAZIONE de “L’ Isola delle IDEE”

Isola delle Idee

Siamo un gruppo di persone che nella recente tornata elettorale comunale si erano candidate nelle tre liste che sostenevano il candidato a sindaco Vilma Beccaria.

I nostri programmi individuavano, dal nostro punto di vista, dei bisogni della collettività, delle carenze; indicavano delle linee d’azione.

Abbiamo poi continuato ad incontrarci perché sentivamo di non lasciar perdere quegli spunti di lavoro, e che per portarli avanti avevamo bisogno di condividere, di fare gruppo.

Siamo persone di età diversa, di provenienze diverse, con percorsi di vita diversi, ma uniti da buona volontà e dallo spirito di voler fare unicamente un servizio gratuito alla popolazione. Non ci poniamo altri fini se non quello di dare un contributo disinteressato, evidentemente modesto, per l’affermazione di quegli ideali, principi e valori che vengono prima di tutto, che orientano poi le idee, i progetti, le decisioni e che nel corso del tempo hanno perso tanto del loro significato.

C’è nell’aria questo bisogno, e questo intimo desiderio.

Il modello di società che ci ha portato fino qui, e nel quale inevitabilmente siamo immersi, è in crisi profonda. Non è in grado di progettare e realizzare un futuro di pace per il bene delle persone; più solidale, più sereno, più giusto, più attento all’ambiente, più umano.  Il profilo della famiglia è profondamente mutato; viviamo in una realtà sempre più povera di relazioni vere; con la crisi dei valori, dell’economia, del lavoro e con una forte disoccupazione soprattutto giovanile.

Abbiamo bisogno come singole persone e come comunità di cambiare, di mettere ordine, di altre idee, di semplificare, di fare emergere la parte buona di noi e poi aiutare gli altri a farlo.

Anche Giaveno e la Val Sangone sono immersi in questa realtà, soffrono di queste carenze, hanno questi bisogni e, anche se vi è una discreta qualità di vita, non sono l’idea di paradiso che è stata costruita.  Anche qui esistono sfiducia, difficoltà, disagi, carenze, individualismi, interessi e relazioni particolari, clientele, soggezione, confusione fra diritti e favori, disinteresse per ciò che è pubblico, distanza e mancanza di partecipazione attiva e di dialogo fra i cittadini e gli enti e le pubbliche amministrazioni.

Questo mare insidioso genera dei naufraghi che hanno bisogno di approdare su un’isola che li accolga, sia per dar loro una mano, sia per raccogliere le loro idee con cui costruire delle proposte disinteressate che portino ad un miglioramento dell’ambiente sociale.

Ecco perché è nata l’Isola delle idee.  Un’associazione di volontari, senza scopo di lucro, apartitica, aconfessionale che si ispira ai principi della solidarietà, per la tutela delle persone, della salute, dell’ambiente, per l’integrazione sociale e la prevenzione del disagio giovanile, per avvicinare i cittadini alle pubbliche amministrazioni e colmare l’attuale distacco che c’è.

Lo spirito di fondo è di fare esclusivamente, e lo sottolineo, un servizio alla gente. Per cui ci si prefigge di promuovere delle iniziative su idee che abbiano un valido interesse pubblico; di individuare e recepire dei bisogni sociali per la cui soddisfazione coinvolgere la cittadinanza e le istituzioni; di creare, stimolare o collaborare per azioni o attività che abbiano il fine di difendere, valorizzare o migliorare il patrimonio ambientale e sociale.

Il desiderio è di poter riuscire a dare una piccola mano ad un cambiamento di mentalità che si rifaccia a concetti più alti di buono, di bello, di utile, di giusto, di equo, di necessario, di bene, di diritto, che non sono più rinviabili per poter venir fuori dalla melma in cui è finita la società del nostro tempo.

Per cominciare abbiamo pensato di proporre l’istituzione di Ambulatori di borgata; un progetto preparato dal nostro dott. Arnaud.  

Ci interesserebbe occuparci di prevenzione dal cyber bullismo, perché abbiamo chi ne è esperto, e di aiutare l’integrazione dei rifugiati finiti nel nostro comune.

 Il presidente 

GIORGIO Valentini

Ambulatorio di borgata

dottore

Proponiamo la creazione da parte del Comune di PUNTI SANITARI DI BORGATA (PSB) locati in aree periferiche del territorio comunale, dove si potrebbe dare una parziale risposta ai bisogni sanitari di quella parte della popolazione più svantaggiata da un punto di vista geografico.

In essi potranno turnare tutti i Medici di Assistenza Primaria (Medici di Famiglia e Medici di Continuità Assistenziale-Ex Guardia Medica) dell’Ambito di Giaveno del Distretto Sanitario Locale, potranno effettuare passaggi le Infermiere del Territorio per prelievi ed esami strumentali di primo livello, quali elettrocardiogrammi e infine gli specialisti del Poliambulatorio del Capoluogo potranno occasionalmente effettuare visite specialistiche, inoltre si potranno inviare per via informatica i referti degli esami ematologici e/o strumentali, infine, considerando anche l’introduzione della “ricetta elettronica dematerializzata” si potrebbe organizzare in essi un sistema centralizzato di invio di medicine in collaborazione con le farmacie.

ORGANIZZAZIONE

ATTIVITA’:

  • Visite di Medicina Generale, prescrizione farmaci ed esami. Consegna e commento esami, consegna farmaci.

Questo presuppone da parte dei Medici di Famiglia e di Continuità Assistenziale la condivisione della Cartella Sanitaria dei pazienti, passaggio già previsto dal Patto per la Salute nell’ambito della costituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) dei Medici di Base.

Inoltre l’Ambulatorio, andrà collegato per via Informatica al Laboratori Analisi di Rivoli, per poter ricevere i referti degli esami ematologici, stessa cosa andrà fatta per ricevere dal Poliambulatorio di Giaveno i referti degli esami strumentali.

  • Prelievi ematologici e Elettrocardiogrammi a cura del Personale Infermieristico
  • Visite Specialistiche svolte dagli Specialisti del Poliambulatorio di Giaveno.
  • Consegna di farmaci a cura di personale comunale.

 

ORARIO:

  • Tre ore settimanali di presenza del Medico di Famiglia, alternate al mattino, una settimana ed al pomeriggio, la settimana successiva, cosicchè, anche se gli ambulatori fossero due, l’impegno per i 12 sanitari giavenesi, considerando che si potrebbero coinvolgere anche gli 8 medici di Continuità Assistenziale, sarebbe minimo.
  • Due passaggi settimanali di un’ora e mezza ciascuno delle Infermiere del territorio.
  • Eventualmente un’altra ora settimanale da riservarsi a visite specialistiche

 

DOTAZIONE STRUMENTALE:

  • sfingomanometro
  • saturimetro
  • otoscopio
  • glicometro
  • stick per urine
  • schizettone
  • elettrocardiografo
  • lettino
  • bilancia
  • computer portatile
  • connessione ad Internet

L’ASL TO3 potrebbe fornire l’apparecchiatura sanitaria, è evidente che tale strumentazione non comporterebbe un costo eccessivo, mentre il Comune potrebbe fornire il computer portatile e la connessione ad Internet.

COMPENSI:

  • Personale Medico

Diverse possibilità:

1) circa 27 euro all’ora che è lo stipendio base della Continuità Assistenziale (ex guardia medica), tale cifra potrebbe essere fornita dall’ASL magari col concorso del Comune, si tratterebbe di circa 324 euro mensili per ambulatorio

2) in alternativa si potrebbero esonerare i Medici di Famiglia, che aderissero al progetto, dalla reperibilità il sabato mattina dalle 8 alle 10, ampliando l’orario della Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) di due ore al sabato mattina. Il costo totalmente a carico dell’ ASL TO 3 sarebbe sempre di circa 324 euro.

Una modalità per sovvenzionare l’attività del PBS potrebbe essere quello di affittare i locali dello stesso ambulatorio ad un sanitario, Medico di Medicina Generale o Medico Specialista, nelle ore di chiusura del PBS.

 

  • Personale Medico (specialistico)

Eventualmente una piccola parte delle ore previste per il Poliambulatorio di Giaveno potrebbe essere effettuata nel Punto Sanitario di Borgata (PSB), oppure si potrebbe richiedere una piccola implementazione delle ore di specialistica del nostro Distretto per rispondere ai bisogni del PSB.

  • Personale Infermieristico

Infermiere territoriali in organico del Distretto di Giaveno, eventualmente il Comune di Giaveno potrebbe coprire le spese per avere 12 ore mensili per ambulatorio di assistenza infermieristica, si tratterebbe di una cifra modesta.

 

COLLOCAZIONE:

 

In edifici di proprietà del Comune attualmente inutilizzati

 

SERVIZI AGGIUNTIVI:

il Comune potrebbe organizzare, per quelle tre ore settimanali, un servizio di navetta, magari su prenotazione, nell’ambito della borgata, per facilitare l’accesso al servizio dell’utenza.

Ex Da Rocciette a Maddalena…..il costo sarebbe ridotto vista l’esiguità dell’orario e le distanze ridotte.

Progetto elaborato dal Dottor Arnaud Maurizio

Progetto protocollato in data 09/10/2014 presso il comune di Giaveno

 

Rifugiati

Da anni, nel territorio italiano, si registra una crescita continua delle migrazioni forzate. Sempre più numerosi sono i richiedenti asilo che arrivano nelle città o in provincia e che presentano domanda di protezione. Questo fenomeno coinvolge non solo le zone di confine, ma anche comuni come Giaveno, che periodicamente si trovano a offrire ospitalità a rifugiati provenienti da situazioni di disagio.Non va inoltre dimenticata la situazione di oggettiva difficoltà che molte famiglie si trovano a vivere a causa dell’attuale situazione economica.

In quest’ottica, si ritiene necessario che il Comune, crei degli strumenti in grado di integrare l’attuale legislazione sul tema, al fine di creare un servizio di accoglienza stabile ed in grado di fornire una risposta concreta alle difficoltà dei rifugiati e non.

Tale soluzione si potrebbe trovare nella messa a disposizione di soluzioni abitative appositamente studiate, magari sfruttando edifici già di proprietà del Comune, quali la vecchia scuola “Anna Franck” o il rifugio “La Madlena”.

Queste strutture dispongono fin d’ora, di un impianto sanitario in grado di accogliere più persone contemporaneamente, e potrebbero ospitare nei loro locali alcune famiglie o gruppi di persone in maniera temporanea, garantendo al contempo la dignità dei loro residenti e permettendo un risparmio di risorse al Comune, che sfrutterebbe risorse già in suo possesso.

Oltre ad affrontare l’emergenza abitativa, è fondamentale l’elaborazione di un progetto individualizzato nel quale si stabiliscono gli obiettivi e la tempistica di un percorso graduale che dall’accoglienza possa portare il beneficiario ad un’integrazione definitiva, sia sociale che lavorativa, e al reperimento di una soluzione alloggiativa autonoma. Siffatto percorso prevede l’iscrizione dei beneficiari a corsi di formazione professionale o per i tirocini lavorativi e, più in generale, l’orientamento ed accompagnamento ai servizi sociali e sanitari, propedeutici alla graduale acquisizione della capacità di muoversi autonomamente nel territorio.

Lo scopo finale di ogni percorso di accoglienza è l’integrazione finale dei rifugiati sul territorio, potrebbero essere predisposti percorsi individualizzati di inserimento lavorativo in altre zone d’Italia, in coordinamento con il Servizio Centrale ed enti pubblici e privati del luogo.

EMERGENZA ABITATIVA

La soluzione del problema dell’emergenza abitativa non riguarda esclusivamente i profughi od i rifugiati, ma va considerato un problema di crescente importanza considerando il rapido deterioramento delle possibilità economiche delle famiglie.A tal proposito, credo che la soluzione che il Comune di Giaveno potrebbe adottare, sia quella di mettere a disposizione delle strutture di sua proprietà, quali scuole non più in funzione od altri edifici al momento privi di destinazione d’uso.Tale soluzione porterebbe nel medio-lungo termine, ad un risparmio per le casse del comune per i seguente motivi:

  • Destinare a tale scopo delle strutture di proprietà consentirebbe di evitare costose sistemazioni, per lo più precarie, in strutture alberghiere o appartenenti ad enti terzi.
  • Permetterebbe, in maniera similare alla situazione attuale, riguardante i rifugiati ora “sistemati” nei pressi di Ponte Pietra, di affidarne le cure ad associazioni presenti sul territorio, con conseguente ricaduta positiva in ambito lavorativo e volontaristico sul Territorio.

Bisogna aggiungere che la sistemazione dei rifugiati o di chi si trovasse a vivere in una situazione di difficoltà, in un struttura adeguatamente adibita, permetterebbe loro di ridurre l’alienazione e lo spaesamento conseguenti al trauma vissuto. Permetterebbe inoltre di garantire le basi per le successive misure necessariamente da intraprendere. Come associazione si potrebbe indagare su quali e quante strutture disponibili sono presenti sul territorio comunale, e sulla base dei risultati ottenuti, sviluppare un progetto da sottoporre all’attenzione dell’amministrazione su almeno una di esse.

ACCOGLIENZA

Accogliere dei rifugiati non significa solamente dar loro un posto dove dormire, ma soddisfare anche tutte le loro esigenze primarie.

Al momento, i rifugiati accolti in Giaveno, sono assistiti da un’associazione che si occupa di fornire loro i pasti quotidiani ma nulla di più. E’ necessario intervistare i rifugiati, e verificate le loro necessità provvedere a fornire loro ciò che manca, siano essi vestiti o generi di prima di necessità. Attualmente, mancano loro vestiti e scarpe adatti al clima che si sta facendo più freddo. Il modo più semplice per ovviare alle carenze di cui soffrono rifugiati o persone in situazione di disagio va ovviata, possibilmente creando una catena solidale che, coinvolgendo i vari enti presenti sul territorio, vada a fornire i beni di prima necessità. Sarà inoltre necessario garantire loro un adeguato servizio sanitario, comprendente possibilmente, delle visite periodiche da parte di un medico, al fine di verificare le condizioni igieniche e di salute degli ospiti. Sarà mia premura contattare le associazioni di volontariato del territorio, in modo che, come è stato fatto durante la prima emergenza dei profughi provenienti dalla Libia, ogni associazione possa fornire il proprio contributo. Ad esempio il Comitato Locale di Giaveno della Croce Rossa raccoglie vestiti dismessi e potrebbe fornirne.

INSERIMENTO

Il terzo passo, una volta trovata una sistemazione adeguata e risolti i primi problemi legati alla mancanza di beni di prima necessità, sarà necessario studiare un percorso che permetta ai rifugiati di uscire dall’isolamento cui, giocoforza, sono costretti. A tale proposito, sarà necessaria un’ulteriore intervista, e verificate le loro competenze linguistiche, si dovrà attivare un percorso di apprendimento dei rudimenti della lingua italiana. Si era fatto anche nell’occasione precedente. Sappiamo che conoscono un inglese basilare, ed esistono enti disposti a impartire loro lezioni di italiano. Durante queste lezioni, sarà molto importante cercare di comprendere le competenze specifiche di ognuno dei rifugiati, in modo da far si che sia possibile creare una documentazione per ognuno di loro che possa facilitare, in un secondo momento, l’inserimento nel territorio e nell’ambiente circostante, permettendogli, un domani, di trovare un lavoro o di apprenderne uno nuovo. Sarebbe utile, a tal scopo, aiutarli a creare un Curriculum comprendente gli studi fatti se sono stati compiuti, e le competenze in ambito lavorativo. Considerato che purtroppo, l’insegnamento della lingua non è sufficiente a garantire una migliore accoglienza da parte della comunità locale, sarebbe necessario se non dovuto, progettare e organizzare una serie di incontri con i cittadini, al fine di sfatare i miti diffusi dai media o derivanti da propri preconcetti riguardo ai migranti. A tal scopo si potrà usare la Sala Consigliare del Comune di Giaveno, sfruttando il mezzo stampa ed il volantinaggio al fine di promuovere tali incontri. Sarà premura degli enti organizzatori contattare i relatori, cercando di garantire un’adeguata ed imparziale informazione in merito.

TUTELA

Il percorso di accoglienza dovrebbe inoltre garantire:

  • Informazione e orientamento sulle legislazioni italiana ed europea in materia di asilo;
  • informazione e orientamento per le pratiche legali;
  • assistenza legale per eventuali ricorsi avverso il diniego da parte delle Commissioni del riconoscimento della protezione internazionale;
  • informazione e orientamento ai servizi territoriali di assistenza sociale e sanitaria, accoglienza linguistica, formazione professionale.

ATTUAZIONE

Questo percorso può avere inizio solo grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione, gli Enti Locali e le associazioni di volontariato presenti sul territorio. Questa bozza di progetto prevede la creazione di un “consorzio” di Associazioni di Volontariato, al fine di far confluire in un’azione efficace le competenze di le possibilità di ogni persona o associazione coinvolta. A tal fine sarà necessario contattare i vari soggetti che potrebbero essere coinvolti, creando un tavolo tecnico dove decidere i tempi ed i mezzi, i metodi da utilizzare e le competenze da mettere in campo. Di seguito vi è l’elenco delle associazioni che verranno contattate per attuare il progetto:

  • Volontari Valsangone
  • Croce Rossa Italiana
  • Sole Donna
  • Cooperativa Il Ponte
  • Auser

A queste andrà aggiunta la richiesta di aiuto all’amministrazione comunale.Verificata la disponibilità degli enti in questione sarà possibile procedere alla messa in opera dei primi interventi a favore dei migranti ospitati dal Comune, ovvero il rifornimento di vestiario e cure mediche se necessarie.

Situazione Locale

Il Comune di Giaveno è costituito da moltissime borgate,alcune di tipologia montana e altre di tipologia agricola, buona parte delle quali sono abitate durante tutto l’anno, ma sono scarsamente o per niente raccordate dai servizi pubblici di trasporto al Capoluogo.

A fronte di queste caratteristiche demo-geografiche, corrisponde la concentrazione degli ambulatori dei Medici di Medicina Generale nel Capoluogo, dove troviamo nell’arco di non più di 300 metri le attività dei 12 medici di famiglia giavenesi.

Questa situazione locativa unità alla mancata coordinazione delle aperture degli Ambulatori comporta notevoli disagi per la cittadinanza che abita nelle borgate più lontane.

Una situazione simile riguarda le Farmacie, le tre attività di Giaveno, sono concentrate addirittura nell’arco di circa 200 metri, nel Capoluogo.